Parola chiave della spiritualità paolina è progetto. Esattamente il progetto di Dio su di noi. Potremmo dire che è uno dei pilastri della sua teologia. C’è un termine che è più centrale di tutti che è “mistero” che ricorre quasi trenta volte. Più precisamente il termine piano-progetto di Dio lo specifica. Di cosa si tratta? Dio è amore e per esprimerlo e donarlo fin dalla creazione del mondo ha voluto uscire da sé e operare per, con e nell’uomo. Come anche diciamo nella dossologia eucaristica, riferito a Cristo: Per Cristo, con Cristo e in Cristo. Dentro questo concetto c’è un oceano di contenuti: la concezione stessa di Dio come Paolo la media con il suo vissuto personale, il suo rapporto con il Signore Risorto, la convergenza di tutte le cose in Cristo, l’apertura dell’uomo all’altro… mare magnum!!!
A questo progetto occorre operare, cooperare tutti. Per San Paolo è chiarissimo: tutti devono tendere alla sua realizzazione. Tutta l’opera della salvezza si concretizza in questo obiettivo: tendere alla perfezione, al bene supremo che è Dio stesso. Progetto è mistero fattoci conoscere secondo il beneplacito di Dio L’iniziativa parte sempre da Lui. Il progetto nasce dalla sua mente e si riversa, coinvolgendoli da protagonisti, sugli uomini. Il suo disegno è ricapitolare tutte le cose in Cristo. E tale riflessione che potrebbe rimanere a livello di pura teologia in San Paolo diventa qualcosa di vissuto, mai asettico; un kerigma cioè annuncio mediato con la stessa vita. Non a caso arriverà a sostenere senza pudore: “non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me”. La sua vita nel corso dell’esercizio del suo ministero diventa sempre più un’assimilazione al Cristo e al suo mistero pasquale. Il Signore ci conceda di vivere questa quaresima come una rinnovato scoperta del suo disegno su di noi. Il progetto che Dio ha per noi è già stato pensato. A noi scoprirlo e accoglierlo.


