Il termine “giustificati per grazia” nella teologia di San Paolo descrive un concetto centrale della dottrina paolina della giustificazione. Nessuno di noi è giusto. Solo Dio è giusto! Semmai è stato Cristo a renderci giusti sulla croce perché ha portato il peso di ogni peccato. Quindi questa importante chiave paolina indica come l’essere dichiarato giusto davanti a Dio non dipenda dalle opere della Legge o dai meriti personali, ma sia un dono gratuito di Dio operato attraverso la fede in Cristo. Questa certezza appare parecchie volte nelle lettere di Paolo ai Galati, ai Romani e ai Filippesi…e su questo Paolo è fermo. San Giacomo parlerà di fede morta senza le opere, ma Paolo è straconvinto: ci si salva per grazia. La giustificazione che Cristo ci ha meritato sulla croce non è basata su ipotetici nostri meriti o sul rispetto della legge! Non ci si può guadagnare il diritto di fronte a Dio tramite proprie scelte perdonali.
È donata per fede in Cristo: solo per mezzo della fede in Gesù Cristo, che ha dato sé stesso per i peccati dell’umanità, l’uomo viene reso giusto. La fede apre l’accesso alla grazia salvifica di Dio. In tutto ciò gioca un ruolo grande il dono dello Spirito. Vivifica e sostiene la giustificazione, conferendo speranza e guidando la vita cristiana.
Gli uomini, essendo peccatori, non possono raggiungere la giustizia attraverso le stesse opere della Legge. La Legge mette in luce la colpevolezza dell’uomo ma non lo rende giusto.
La giustificazione poi non è dichiarativa (come se Dio attestasse meramente qualcosa), ma costitutiva, cioè trasforma realmente il credente rendendolo giusto per grazia. In questo modo i credenti, giustificati per grazia, sono chiamati a vivere una vita di amore e giustizia concreta, cooperando con la grazia ricevuta. Le opere buone non giustificano, ma sono il frutto necessario perché la fede sia viva. La giustificazione è quindi iniziale ed efficace, ma chi la riceve è chiamato a manifestarla nella vita quotidiana attraverso la carità e l’osservanza dei comandamenti. Perciò: capiamo che la giustificazione per grazia costituisce il nucleo dell’evangelo paolino, legando la redenzione al sacrificio di Cristo e alla vita nuova nello Spirito. È vista come un universo simbolico che coinvolge la relazione tra Dio e l’uomo, la partecipazione alla vita divina e la speranza della salvezza eterna.
In sintesi, essere “giustificati per grazia” significa: essere resi giusti da Dio, non per merito proprio. Ricevere tale giustizia per fede in Cristo e tramite l’opera dello Spirito Santo. Essere chiamati a vivere coerentemente questa giustizia, attraverso la partecipazione alla carità e al bene verso gli altri. È il grande dono della vita divina, non conquistata, ma elargita, che trasforma il credente e stabilisce un nuovo e perenne fondamento della vita cristiana.


