Le cose di Lassù

Per i cristiani “cercare le cose di lassù” non è facoltativo! San Paolo è perentorio: «Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra». I “fratelli” a cui l’apostolo si rivolgeva erano i cristiani di Colossi, oggi Honaz in Turchia, ma attraverso di essi ai “risorti con Cristo”, cioè ai battezzati di tutti i tempi, cioè noi! Ma cosa significa? Si potrebbe credere che san Paolo ci inviti a guardare in alto, dove tutto è bello e dove tutto avverrà e sarà per sempre, dimenticando la polvere delle nostre strade, dove tutto è brutto e provvisorio. Non è così, e non deve essere così, perché Gesù è venuto tra noi proprio per portare quaggiù le cose di “lassù”, e ha preso la nostra carne per farcele scoprire, e per mostrandocele con la sua vita. Quali sono? Non serve un elenco dettagliato. San Pietro dirà che Gesù risana chi è sotto il potere di Satana: tutto ciò che è guastato e deturpato dal potere del male. Ma come possiamo farcela noi che non siamo esorcisti? Consideriamo semplicemente che coloro che Gesù ha beneficato erano i ciechi, gli storpi, i sordi, i malati, i peccatori, i colpiti da lutti e disgrazie… come quelli che sono intorno a noi, oggi come allora. Le cose di lassù che dobbiamo cercare sono quelle che liberano dall’egoismo, dal disinteresse, dalla indifferenza, dai pregiudizi, da situazioni di peccato. Un elenco, se proprio ci serve, ce lo abbiamo pronto nelle le Beatitudini. Il senso della vita è religioso, altrimenti l’esistenza degli uomini e delle donne non regge davanti alla morte, al male, che restano la più grande sfida. Possiamo escogitare tutte le forme di fuga o evasione, più o meno raffinate, ma non basteranno per non sprofondare nel vuoto e nel non senso. Il compimento dell’esistenza umana si ha solo con la prospettiva della vita eterna.

La Resurrezione di Cristo ci ricorda tutto questo. Buona Pasqua!

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