Era il 7 dicembre 1987, la sera di sant’Ambrogio. S. Messa solenne vigiliare della Madonna Immacolata. Una sera buia, fredda e piena di nebbia. Presiedeva il card. Martini che ordinò diaconi un terzo della mia classe in cammino verso il sacerdozio. Gli altri due, uno in Duomo e uno alla Vittoria di Lecco. Ho un ricordo commovente di quella santa ordinazione. Piansi tantissimo. A quella sacerdotale, il giugno successivo…un po’ meno. Col diaconato transeunte sei inserito nella comunione presbiterale ed episcopale come diacono, come servo. Non puoi più tornare indietro. Ormai sei un “don”.

Questa domenica, la liturgia della Parola ci chiede di soffermarci su quest’altra parola chiave amata da San Paolo. Per lui tale termine “diacono” indica chi serve Dio e la comunità, esercitando un ministero di servizio e guida che unisce liturgia e assistenza ai fratelli, fondamento della diaconia nella Chiesa cristiana. Anche attualmente il gruppo che guida una comunità pastorale di più parrocchie viene chiamato “diaconia”.

Ma esattamente cosa significa in greco diakonos? Allude a chi serve, soprattutto la mensa. Chiaramente per estensione Paolo lo usa per parlare di chi in qualche modo riveste un ruolo istituzionale all’interno della comunità, come si legge bene nelle lettere ai Romani e ai Galati. Un diacono viene descritto come chi esercita un servizio specifico nella comunità cristiana, dedicandosi al sostegno dei fratelli, all’assistenza ai poveri e alla cura della vita liturgica. Questo è importante: fin dalle origini (basta l’episodio descritto in Atti) la diaconia

Funzioni della diaconia è stata concepita come servizio attivo in cui si riesce a tenere unito liturgia e carità, il culto e l’attenzione ai bisognosi. Ricordatevi il servizio garantito alle vedove elleniste che si lamentavano di essere trascurate. A dire il vero vengono ricordate anche figure femminili, come Febe attiva nella chiesa di Cencre. Ma lasciamo agli studiosi di dire come poi il servizio si è sviluppato solo in linea maschile…

Sta di fatto che i primi diaconi avevano compiti di aiuto nel culto e nell’organizzazione delle celebrazioni, assistenza ai poveri e ai bisognosi, guida e insegnamento comunitario, supportando i presbiteri. Ricordo che quando ero sdraiato sul pavimento nel Santuario di Rho, mentre si cantavano le litanie dei santi, ho chiesto al Signore di aiutarmi a mantenermi diacono anche quando fossi diventato prete. La vocazione del diacono, infatti, si fonda sul principio di servire e non servirsi. Chissà perché poi quando uno diventa prete, monsignore, vescovo e cardinale…tende a dimenticarsi del suo essere al servizio. In realtà anche il sommo pontefice non dovrebbe dimenticarselo mai, perché quando muore dopo aver letto tutti i titoli che gli competono, si ricorda soltanto che nella vita fu… servus servorum Dei! Cioè l’ultimo dei diaconi!!

DESIDERO RICEVERE LA BENEDIZIONE